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venerdì 9 novembre 2012

ALIMENTAZIONE E INVECCHIAMENTO




di Adriana Mancini, naturopata, floriterapeuta e  referente  per la naturopatia dell’Associazione senza scopo di lucro NOI@Psiche di Chiavari (GE).


“Invecchiare significa organizzare la propria giovinezza negli anni” 
(Paul Eluard)

Per invecchiare non occorre fare nulla di particolare, l’invecchiamento è un processo che accade naturalmente, ma possiamo a grandi linee capire i meccanismi principali ed attuare delle strategie di prevenzione.
La parola invecchiamento è strettamente legata ai radicali liberi, che alcuni hanno definito i “teppisti della biochimica”.
I radicali liberi sono uno dei fattori più importanti dell’invecchiamento, (e non solo quello cutaneo), ma anche di alcune delle patologie più temute: rappresentano una costante della vita stessa, che si basa sull’ossigeno, essendo parte dei processi vitali che creano energia (ciclo di Krebs).
I radicali liberi sono molecole che hanno momentaneamente perduto o acquistato un elettrone, diventando molto instabili e quindi pronte a reagire con qualsiasi altra molecola con cui vengono a contatto, per appropriarsi di un loro elettrone. L’elettrone “di troppo” (spaiato) cercherà di unirsi per ritornare in condizioni più stabili, ma per fare questo dovrà destabilizzare un’altra molecola e così via, dando luogo ad un effetto a catena che può creare ingenti danni.
La produzione di radicali liberi nell’organismo avviene fisiologicamente durante la respirazione cellulare, che produce energia necessaria al corpo, ma può venire influenzata anche da fattori esterni come ad esempio:
·         le radiazioni (esempio: i raggi x)
·         il fumo di tabacco, droghe, alcool
·         stress molto intensi e prolungati
·         l'alimentazione scorretta, eccessivamente raffinata e i  prodotti affumicati
·         le reazioni di disintossicazione da: metalli pesanti cadmio, piombo, mercurio ecc. (inquinamento)
·         l’inquinamento dell’aria e dell’acqua   (es: scarichi industriali)
Come possiamo facilmente intuire,  nostro corpo mette in atto tutta una serie di difese contro l’attacco dei radicali liberi che  possiamo definire difese antiossidanti (“contro i radicali liberi”) endogene.
 Tali difese nel nostro corpo sono estremamente efficaci ed entrano in azione più e più volte al giorno: alcune ricerche hanno stimato che il DNA di ogni cellula del corpo umano viene attaccato dai radicali liberi più o meno 10.000 volte al giorno!
E’ però evidente che tali  difese contro i radicali liberi non sono efficaci al 100%, e questo possiamo affermarlo semplicemente perché continuiamo ad ammalarci e ad invecchiare.
E’ vero che non possiamo sfuggire all’azione dei radicali liberi, ma è altrettanto vero che  abbiamo molti mezzi a nostra disposizione per contrastarli e rendergli per così dire la vita più difficile! Molti studi pubblicati su numerose riviste scientifiche dimostrano che controllando i radicali liberi si ottiene un notevole miglioramento della salute.
Dobbiamo pertanto imparare a gestire un “capitale salute” di cui spesso ci prendiamo poco cura, in particolar modo quando siamo in salute.  Quando “stiamo bene”, spesso, ci dimentichiamo che il nostro corpo per funzionare al meglio ha bisogno di alcune attenzioni che sono tanto semplici quanto fondamentali.  Possiamo prendere come metafora una macchina, anche se abbiamo una piccola utilitaria, ma le facciamo regolarmente un tagliando, cambiamo l’olio, i filtri, controlliamo i freni ecc., sarà più difficile che ci lasci in panne
Pianificare una strategia per mantenere il più a lungo possibile uno stato di salute ottimale non può prescindere dall’attenzione a ciò che mangiamo. L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per aiutarci a mantenere il nostro corpo in salute. Già nel 400 a.C. Ippocrate diceva "Lascia che il cibo sia la tua medicina, e la medicina sia il tuo cibo".
Attualmente si stima che il 30% di tutte le neoplasie sia ricollegabile alla natura del regime alimentare. Per contro, numerosi studi hanno stabilito che consumare molta più frutta e verdura (quanto più possibile cruda) provoca una riduzione considerevole del rischio di ammalarsi di cancro: il numero di porzioni di frutta e verdura raccomandati nel mondo viene più spesso definito in 5–9 al giorno! Cerchiamo quindi di consumare quanta più frutta e verdura possibile.
L'alimentazione dei giorni nostri è sovente concepita come un mero “rifornimento di calorie”, e raramente si prendono in considerazione i reali benefici che cibi sani ed equilibrati possono apportare. Si consumano molti alimenti ipercalorici, ricchi di grassi saturi e di zucchero, mentre alimenti meno ricchi di calorie, come la frutta e la verdura, occupano un posto limitato nelle nostre giornate e nei nostri piatti.
Inoltre va purtroppo rilevato che gli alimenti che approdano sulle nostre tavole non arrivano direttamente dalla natura, ma spesso hanno già subito dei processi di lavorazione. Le farine con cui si fanno il pane e i prodotti di pasticceria sono bianche, macinate e raffinate: il loro assorbimento comporta la liberazione nel sangue di quantità esorbitanti di zuccheri. Dovremmo invece consumare grassi buoni, che possiamo trovare ad esempio nel pesce, nell’olio extravergine di oliva, nei semi di girasole e di lino, nei legumi e nei cereali integrali.
Un’alimentazione scorretta e troppo calorica porta il nostro organismo ad un super lavoro con una tendenza al sovrappeso. Non solo: ricordiamo che alcuni pediatri americani  hanno riscontrato nei bambini un miglior rendimento scolastico quando iniziavano la giornata con una buona colazione.
Direi, quindi, che possiamo (e dobbiamo) iniziare a prenderci cura di noi stessi partendo dall’attenzione a ciò che portiamo in tavola, riscoprendo piatti antichi, sapori genuini e cercando il più possibile di mangiare cibi che arrivano direttamente dalla nostra “Madre Terra”.

siamo quello che mangiamo” Ludwig Feuerbach

 

Grazie dell'attenzione

marco curletto

lunedì 18 luglio 2011

ALLERGIE AL NICHEL: COSMETICI NICHEL TESTED E NICHEL FREE - NICKEL TESTED vs NICKEL FREE

Sempre più spesso in erboristeria mi capita di assistere a richieste da parte del consumatore finale che riguardano prodotti cosmetici Nichel tested.
Purtroppo le aziende non aiutano nella scelta in quanto alcune dichiarano i propri prodotti Nichel tested, mentre altre li dichiarano addirittura Nickel free. Ovvio che il consumatore preferisca un prodotto che si dichiara Nichel free piuttosto che semplicemente Nichel tested.
Notando che spesso anche gli operatori del settore sono insicuri nelle risposte da fornire ai propri clienti ritengo utile fare un po' di chiarezza su questo argomento.

Ho chiesto perciò alla dott.ssa Cristina Caprio, laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche presso l'Università di Farmacia di Genova, un autorevole parere supportato da quanto recita la Legge Italiana a tal proposito.

d. Dottoressa, innanzitutto ci parli delle allergie al Nichel e di come si manifestano nei soggetti sensibili
r. L’allergia al nichel colpisce una elevata percentuale di soggetti e si manifesta con rossori, prurito, vescicole e desquamazione delle zone interessate.
d. Veniamo al nostro argomento: è consentito inserire Nichel nelle formule cosmetiche?
r. Dal 2006 è vietato per legge inserire volontariamente il nichel nei prodotti cosmetici (rif. legge 713/86 e s.m. allegato II -allegato delle sostanze vietate- n° ord 1095).
d. Domanda da profano: ma se io non inserisco volontariamente Nichel in formula, com’è possibile che poi questa presenti Nichel al suo interno?
r. Bisogna ricordare che il nichel si trova ovunque, in tracce, in natura: nell’acqua, nel suolo, in molti alimenti e persino nell’acciaio inox, materiale di cui sono fatti i macchinari necessari alla produzione di cosmetici.
E’ quindi impossibile che un prodotto sia “nichel free”; è possibile invece, grazie alla scelta selezionata di materie prime meno critiche (ad esempio i pigmenti utilizzati nei prodotti make up, per la loro natura, presentano tracce rilevanti di nichel e di metalli pesanti) e a macchinari moderni e non usurati avere una concentrazione molto bassa di nichel che non è in grado di scatenare una reazione allergica da parte dei soggetti sensibili a tale sostanza.
d. La Legge stabilisce un limite massimo preciso al di sopra del quale un prodotto non può essere immesso sul mercato?
r. Per legge non esiste un limite massimo tollerato come impurezza tecnicamente inevitabile.
d. Allora come può un’azienda stabilire quando un prodotto è sicuro anche se utilizzato da un soggetto sensibile al Nichel?
r. Da alcune ricerche è stato dimostrato che la soglia di reazione per i soggetti sensibili si aggira tra i 3 e i 5 ppm (parti per milione) corrispondenti 0,0003-0,0005% nel prodotto finito. Un campione del prodotto viene prelevato e fatto analizzare da un laboratorio terzo. Nella nostra azienda (Ardes cosmetici, ndr) per essere considerato Nichel tested un prodotto deve essere al di sotto di 0,5 ppm (0,00005%), cioè dieci volte meno della soglia di sensibilizzazione. Ovviamente ogni azienda stabilisce i propri parametri, che però rientrano ampiamente nei cosiddetti margini di sicurezza.
d. Il test, per risultare attendibile, può essere fatto una sola volta e resterà valido per tutti i lotti di produzione?
r. No: ogni lotto di produzione, per le ragioni sopra elencate, deve essere testato e rientrare nei parametri.
d. A questo punto ho capito che non può esistere un prodotto Nichel free, ma solamente Nichel tested!
r. E’ considerato fuorviante per il consumatore scrivere in etichetta “nichel free”. Infatti tale scritta potrebbe orientare la scelta di acquisto verso un prodotto che in realtà non ha niente di più rispetto ad un altro sul quale compare la scritta Nichel tested.


Ringrazio la dottoressa Caprio e attendo i vostri commenti.
marco



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